Lombardo - Sgarbi – Calderoli – come Cesare, Pompeo e Crasso
Martedì, Agosto 26th, 2008Cosa non si fa per la “politica” del piacere che con la politica, quella vera, poco ci azzecca. Si va finanche a “Canossa” pur di piacere, pur di far parlare di sé, affinché non si spengano mai i riflettori accesi un giorno di aprile dell’anno di grazia MMVIII. Si va per coniare un altro importante epitaffio storico: La pace di Salemi. La storia, la futura memoria, dovrà anche ricordarsi di questo incontro tra Lombardo e Sgarbi due personaggi logorati dalla telecamera e purtroppo anche dalla politica, che cercano visibilità costi quel che costi. Ma mentre scrivo questo articolo, ecco giungere un’altra notizia: Lombardo incontra a Bergamo Calderoli con all’o.d.g. il federalismo e le riforme. Non c’è pace per questo infaticabile presidente della regione che va da una punta all’altra dell’Italia alla ricerca di qualcosa per far fronte alle promesse fatte ai siciliani qualche tempo fa. E così, dopo una presidente che ha fatto il romitaggio a Santiago de Compostela, abbiamo un altro presidente che fa il romitaggio a Bergamo, una provincia molto religiosa, ricca di santuari e luoghi di culto, che ha dato alla chiesa finanche uno dei più grandi e illuminati papi (Giovanni XXIII). Che nei siciliani la voglia di fare i pellegrini sia innata, non vi è alcun dubbio. Si va in pellegrinaggio ovunque: negli Uffici pubblici di ogni ordine e grado, negli Assessorati regionali, nei potentissimi uffici di Palazzo d’Orleans (che se sei un miracolato puoi incontrare anche Lombardo), all’Assemblea regionale per ora no perché sono in ferie fino a 15 settembre 2008 (si sono presi solo quaranta giorni di vacanza dopo nientemeno avere fatto 17 sedute). Stanchi di due mesi di duro lavoro, difatti, i deputati hanno pensato bene di prendersi qualche giorno di riposo, giusto per non farsi criticare dal ministro Brunetta che in questo momento cavalca la tigre dell’assenteismo. Perché parliamoci chiaro: il ministro non può intervenire sulle assenze dei parlamentari ma eventualmente sulle assenze dei sediari del presidente, del vicepresidente, dei capi gruppo, insomma del personale impiegatizio che ruota intorno all’Assemblea regionale e che al momento è assente sì, ma in ferie.
È chiaro che non è tenendo desta l’attenzione dei siciliani con fatti molto lontani dalle necessità quotidiane che la politica risolverà i problemi dei cittadini. Bisogna che la politica esca dalla stanze del potere, ma non per andare nei mercati per incontrare le persone per fini propagandistici ma perché solo stando vicino alla gente potrà, tenendo desto l’udito, sapere cosa pensano i suoi amministrati. La politica si fa giorno per giorno e non ogni quattro anni, perché si rischiano spesso amare sorprese. La politica fallimentare della sinistra purtroppo forse non ha insegnato niente.
Palermo, 22/08/2008 Francesco M. Scorsone