A Taormina la XV edizione della rassegna: “La terracotta nell’arte del Presepe in Sicilia”
La cultura del presepe la ritroviamo quasi in tutto il mondo. Business o sincera devozione? Certamente è una rappresentazione cristiana. Fatto è che oggi, girando per bancarelle e negozi, di presepi se ne possono trovare veramente per tutti i gusti (peruviano, africano, russo e tanti altri ancora). Le statuine che ci invitano ad acquistare per il nostro presepe casalingo sono di materiali diversi: legno, cera, cartapesta, plastica, ceramica, terracotta, vetro, metallo, ogni materiale è buono per continuare una tradizione che molto spesso rappresenta un legame con la famiglia d’origine. Tutto ciò che vediamo in giro ha sì un’attinenza con il Natale e, quindi, con la tradizione presepiale ma certamente non ha nulla a che vedere con la rassegna “La terracotta nell’arte del Presepe in Sicilia” che si celebra a Taormina e giunta quest’anno alla sua XV edizione. Nello spirito del suo ideatore c’era il rigore della tradizione siciliana che ha visto presenti ceramisti di Caltagirone e di altre località meno note ma altrettanto impegnati per la loro tradizione ceramista fin dal XVII secolo e tutt’ora occupati nel realizzare, utilizzando la creta, le forme e i soggetti più vari per rendere in qualche modo accattivante il soggetto prescelto. Bambin Gesù, Madonna, San Giuseppe, pastori, massaie, in un presepe possiamo incontrare di tutto, anche forme che seppur non ci sono familiari hanno una relazione con il presepe, perché da qualche tempo la creatività dell’artista è arrivata anche lì dove si pensava non potesse penetrare. In questa mostra ne possiamo ammirare un nutrito plotone: Antonio Campana, Juan Esperanza, Sebastiana Laferla, Antonella Pomara, Nino Tinuzzo, Giovanni Albano, Tina Cuttone, Giovanni Gambino, Bruno Ridolfo, Alberto Vasta, Claudio Militti, Mario Gambino ed altri. Tutti, comunque, hanno dato il meglio della loro creatività nella ricerca di una nuova forma rappresentativa della Natività ma soprattutto della religiosità. Altri hanno preferito non discostarsi di molto dall’aspetto iconico, dal classicismo noto - in qualche caso troppo scontato - ma ognuno con un proprio rigore legato in particolare alla tradizione della terracotta e in linea con il tema della mostra. Vale la pena citarne qualcuno soprattutto per la raffinata eleganza delle forme nonché per la intensità e la raccolta religiosità contenuta in ogni singolo lavoro: Carmelo Cafiero, Filippo Foti, Anna Elisabetta Grasso, Mario Navanzino, Nino Parlagreco, Ilaria Caputo, Angelo Denaro, Giovanni Murganti, Giuseppe Tuccio hanno tutti mantenuto rigorosamente il dettato del tema. Altri autori meriterebbero di essere citati ed è certamente un errore non farlo. Ma l’assenza di un catalogo (non pronto perchè molti degli artisti in mostra non hanno rispettato i termini di consegna dell’opera indicati dalla direzione artistica) non dà la possibilità a chi scrive di annotarli tutti, pensiamo che i partecipanti siano circa ottanta. Ad ogni buon conto è una mostra ottima sotto il profilo espositivo e qualitativo, impegnativa per lo sforzo organizzativo del suo patron Salvatore Sapuppo. L’esposizione è visitabile dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 20.00 presso il Palazzo Corvaja di Taormina fino al 6 gennaio 2010. La mostra è patrocinata dall’Assessorato al Turismo del comune di Taormina e dalla Banca Intesa Sanpaolo.
Palermo, 22/12/2009 Francesco M.Scorsone