Stanze di Artisti? Forse una pluripersonale.
Mi incuriosiva e mi incuriosisce sempre una mostra collettiva in special modo quando sono presenti artisti che conosco: Anna Torregrossa, Angela Zuccarello, Antonietta Mazzamuto Maccarone, Nancy Sofia. Con queste artiste ho, in qualche maniera, avuto modo di esprimere il mio personale parere sul loro lavoro. Gli altri artisti per la verità non li conoscevo: Celeste Salemi, Daniela Longo, Vichy Albegiani, Andrea Vitale, Lorendana Sirna ed Enrico Siragusa completano il gruppo di pittori che espongono allo Spazio BQuadro e Biotos fino al 19 dicembre 2010 in una mostra dal titolo Stanze di artisti (Simbolismi Mediterranei) a cura di Laura Bica. Le foto delle opere nel catalogo sono accompagnate da brevi recensioni. Premetto che non mi sono mai piaciuti i cataloghi che non hanno un testo del curatore che chiarisca i motivi della mostra, perché altrimenti che vuol dire a cura di (…)? A tale proposito mi viene in mente la contestazione che fece nel 1967 il notissimo critico d’arte Giorgio di Genova all’allora giovanissimo Salvatore Provino che, nella sua prima personale, si presentò con un catalogo di 8 pagine (copertina compresa) e le cui riproduzioni delle 10 opere esposte erano senza titolo e mancavano dell’indicazione dell’anno di esecuzione ma, cosa ben più grave a dire di Giorgio di Genova, mancava il “testo introduttivo” perché sì facendo non avrebbe documentato neanche il suo lavoro. Aspetto che riteneva indispensabile per il lavoro dell’artista in genere. Opinione che peraltro condivido pienamente.
Fermo restando che la mostra nel suo complesso potrebbe funzionare, rimane il fatto che le poche luci della galleria mortificano la mostra stessa. Alcune opere, infatti, sono praticamente al buio e non consentono una valutazione di carattere cromatico. Il mio impatto con la mostra sono gli acquerelli e in qualche caso multipli di Angela Zuccarello, eleganti, essenziali e senza orpelli. Ma è la particolare stima che ho per il lavoro di Anna Torregrossa che mi costringe a fermarmi per le sue molte opere nuove. Autostrade che si perdono nell’orizzonte, campi di un tenue verde mediterraneo o dorati e assolati dal cocente sole di giugno, mi ricordano gli spostamenti lungo l’autostrada Palermo – Catania che in quest’ultimo periodo per motivi di lavoro sono costretto a percorrere spesso. Complimenti. Sembra non avere trovato la strada giusta Celestina Salemi e ciò si evidenzia da una parte dagli squarci o frammentazioni della tela e dall’altro da una ricerca esasperata dei volumi. Ottimo il senso del colore e la capacità di disegno, però non ha ancora assorbito appieno il senso della pittura e la sua grande capacità comunicativa. Sono convinto che saprà fare meglio in futuro. Per Daniela Longo il suo discorso artistico appare altalenante. Alterna degli ottimi lavori quale quello in catalogo “Ambiguità” a delle altre non del tutto convincenti. L’idea è OK ma le opere meritano una riflessione. Mi perdo fra arance, limoni e forse plumelie, guardando le opere di Vichy Albegiani. Fra gli artisti presenti è il più mediterraneo, ma l’ossessività e la ripetitività dei suoi soggetti mi lasciano perplesso. Buono il racconto di una sicilianità tanto cara a Renato Guttuso. Ha un non so che di espressionista tutta l’opera di Andrea Vitale forse, tra tutti i presenti, il più istintivo. Dice bene quando sostiene: “questi quadri erano dentro di me da molto tempo”, perché ognuno di noi è un potenziale artista, basta saperlo trovare. Probabilmente lui ci riuscirà, ma dovrà faticare ancora un bel po’. Spazia dal corpo umano ai fondali marini la pittura di Loredana Sirna che, tra gli espositori, mi sembra più degli altri ancora alla ricerca di una sua identità artistica. Nei suoi paesaggi non c’è fauna ma solo flora: spugne, coralli, anemoni, madrepore etc. sono i componenti rappresentati dalla sua sensibilità artistica. Nel suo “standard artistico” abbiamo ritrovato Antonietta Mazzamuto Maccarone questa volta però con un forte “accento” surreale. Pittore, scultore e ceramista: tutto ciò è l’opera di Enrico Siragusa. Con ogni probabilità il suo essere artista meriterebbe un’indagine più approfondita e successiva. Ritrovo Nancy Sofia con due dipinti che mi hanno fatto riflettere sulle mie passate considerazioni sul suo lavoro. Ho apprezzato molto le opere: “Infanzia” e “Donna che danza”, sono lavori convincenti sia sotto il profilo estetico che poetico. Consiglierei a Nancy Sofia, che mi pare abbia buone potenzialità in questo campo, di frequentare gli ambienti artistici e i luoghi dell’arte.
La mostra: Stanze di Artisti – simbolismi mediterranei – è visitabile fino al 19 dicembre al Centro Culturale Biotos e Spazio BQuadro Via XII Gennaio, 2.
Palermo, 11/12/2009 Francesco M. Scorsone