Vira Fabra – Teli, testi e scritture e Cartesio un filosofo da amare

E’ uscito il 21 giugno 2009 il volume di Vira Fabra “Cartesio un filosofo da amare”. Si tratta di una raccolta di saggi di arte, critica, estetica e filosofia di un’autrice poco nota al grande pubblico e che io stesso conoscevo “solo” perché era la moglie di Ignazio Apolloni. Il volume è ricco di fotografie di autori e di opere che invece conosco bene. Da Anna Maria Ruta a Francesco Carbone da Salvatore Salamone ad Anna Guillot e poi Eugenio Miccini, Mirella Bentivoglio, Calogero Barba, Lamberto Pignotti e potrei continuare non so per quanto tempo. I trenta e più anni della nostra storia artistica siciliana (dimenticata colpevolmente dalle diverse manifestazioni regionali in atto in questi ultimi mesi a Palazzo Riso), raccontati attraverso una raccolta di testi di critica, estetica e filosofia con una forte connotazione estetica linguistica: “L’ossessività del minimalismo, la drammatica numerazione coloristica con la quale l’artista polacco Roman Opalka evidenzia progressivamente la degradazione del suo corpo – omaggio geometrico alla geometria – e molte altre forme ripetitive (uno stile ormai definito maniera) esprimono alte tensioni ideative.” Vira Fabra non aveva, come facilmente si potrebbe pensare, l’aspetto e il piglio dell’intellettuale ma si porgeva alle persone con le sue fragilità di donna innamorata della vita e soprattutto delle sue cose, dei suoi abiti e della sua casa. Quest’ultima è una galleria dove puoi ammirare opere di gran parte degli artisti che si sono dedicati alla poesia visiva: da Giusto Sucato a Roberto Zito, da Nicolò D’Alessandro a Salvatore Salamone, da Carmela Corsitto a Giuseppina Riggi, da Mirella Bentivoglio a Franco Spena e poi Calogero Barba, Salvatore Pizzo e tantissimi altri. La sua casa era la casa degli amici, spesso era luogo di incontri dell’area sperimentale palermitana dell’Antigruppo. Molti furono gli incontri di questo gruppo di intellettuali siciliani che si contrapponeva al gruppo 63 costituitosi presso l’Hotel Zagarella di Solunto. In alcuni di questi incontri abbiamo ritrovato Francesco Carbone, Eugenio Miccini Lamberto Pignotti ed altri. Le performance di Vira erano improvvise, recitava a soggetto senza regia. Scena, costumi e dialoghi erano suoi. La sua casa era il suo teatro lì trovava l’ispirazione per la sua creatività. Ma il personaggio che più mi ha “colpito” è stato Ignazio Apolloni giovane e con la barba nera. “Non mi sarei mai aspettato che Ignazio fosse stato anche giovane”. E invece era lì assieme a Vira anch’essa giovane e in giro per il mondo. Dalla Turchia agli Stati Uniti.
Può sembrare strano - e non è sempre così - ma le “cose” della quotidianità, le persone che ci circondano hanno sempre uno strano modo di esserci presenti, sembrano immutevoli e invece crescono, non solo anagraficamente, ma crescono anche culturalmente. Arriva un momento della tua e della loro vita che ci perdiamo restando convinti che, quando ci ritroveremo, saremo uguali a prima; non consideriamo che nel frattempo è successo qualcosa. Il tempo ha fatto il suo corso. Sfogliando questo volume, (che sarà presentato a Isnello il 18.08.2009 assieme ad una mostra di Vira Fabra intitolata: Teli, Testi e Scritture a cura di Giusi Diana e di Ignazio Apolloni), peraltro molto corposo (335 pagine) ho la sensazione, tutta al positivo, di sfogliare un album di fotografie in ognuna delle quali vi è una annotazione: “Ma l’arte è l’insostituibile progetto di libertà di cui ogni epoca ha bisogno”; oppure “La grande rivoluzione del XX secolo è la Singlossia, incrocio di linguaggio visivo e linguaggio verbale”. In questo contesto sfilano sotto i miei occhi personaggi, in alcuni casi di cui ho sentito parlare, in altri che ho conosciuto personalmente. È, in altri termini, una rilettura di ciò che è accaduto negli anni Settanta ad opera di un gruppo di artisti: scrittori, pittori e scultori che hanno contribuito alla crescita di un nuovo linguaggio estetico.
In questo volume, voluto da Ignazio Apolloni per sottolineare lo spessore creativo ed eclettico di Vira Fabra, è facilmente decifrabile il fermento di quegli anni fatto di viaggi e incontri a tutto campo ma soprattutto di progetti. Un “progetto” quello dell’Antigruppo che proprio in questi mesi, con una tesi di laurea alla Facoltà di Lettere di Palermo e una nei giorni scorsi all’Accademia di BB.AA. di Palermo su Francesco Carbone, vede affermare la validità del teorema “Singlossia”.
La mostra “Teli, Testi e Scritture” di Vira Fabra rimarrà aperta tutti i giorni fino al 22 agosto 2009 al Centro Sociale di Isnello orario dalle 9.00 alle 12.00. Il volume “Cartesio un filosofo da amare”, Coppola Editore, € 25.00.

Palermo, 08/08/2009 Francesco M. Scorsone

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