15 artisti italiani interpretano la Via Crucis

Un cammino, quello della Via Crucis, (termine abusato e non appropriato per manifestare il proprio impegno, la propria “passione” in qualunque momento della nostra vita), un termine che vuole significare spossatezza, stanchezza, logoramento, fatica, stress etc. di chiunque si prende la croce per una qualsiasi forma partecipativa d’arte o altro che ci vede direttamente o indirettamente, impegnati, coinvolti in maniera totale a condurre un evento per vie dritte o traverse che siano, verso un percorso molto spesso irto di difficoltà operative ed estetiche. Bisogna fare i conti con la gente, con la rappresentazione di Cristo, un’icona estremamente nota, cara ai fedeli di Religione Cristiana presenti in tutto il mondo e rappresentarlo in modo diverso che non sia un giovane biondo o quasi si rischia una sorta di incriminazione una specie di pubblica gogna per averlo rappresentato come con molta più probabilità Gesù era. La stessa rivoluzione operata dal regista americano Mel Gibson sia in termini iconici che interpretativi (il copione del film era in latino e aramaico) non aggiungeva nulla alla spettacolarizzazione se non l’aspetto violento di alcune scene. Peraltro le precedenti opere teatrali e cinematografiche sulla Via Crucis non avevano mai posto in risalto una icona di tipo diverso da quella tipica delle popolazioni ugro finniche. Nella iconografia moderna e con l’avvento di correnti artistiche vicine all’informale e all’astrattismo, questo aspetto del Cristo anche se non del tutto è stato risolto affidando come spesso accade al colore la soluzione di alcuni problemi iconici.
La mostra in corso al Palazzo Arcivescovile di Palermo fino al 24 luglio 2008 ha visto impegnati 15 artisti, di chiara fama nazionale e internazionale come Turi Sottile, Salvatore Provino, Alessandro Monti, Togo, Luciana Anelli, Franco Nocera, Paolo Malfanti, Sebastiano Caracozzo, Giuseppa D’Agostino, Antonino Liberto, Antonino G. Perricone, Filippo Scimeca, Giuseppina Riggi, Tanina Cuccia e Giuseppe Tuccio. Impresa ardua e senza non poche difficoltà è stata quella di far convivere le diverse anime della pittura: figurativa e astratta. Ma gli artisti, come spesso accade, ce l’hanno messa tutta per realizzare un’opera che, pur rimanendo fedele allo stile e alla tecnica che li ha contraddistinti nel corso della loro carriera artistica, è leggibile oltre lo stesso pensabile. Gli apprezzamenti espressi dagli intervenuti, nel corso della serata inaugurale della mostra, primo fra tutti quello dell’Arcivescovo di Palermo Mons. Paolo Romeo che, citando Paolo VI prima e Giovanni Paolo II, ha voluto sottolineare come la Chiesa di Cristo è vicina alle pulsioni e alle impazienze che arrivano dal mondo dell’arte. Ma tutti gli interventi sono stati imperniati sia al ringraziamento agli artisti che hanno donato le loro opere e al Centro Diocesano per le Confraternite che, assieme all’Associazione Culturale Studio 71, hanno elaborato il progetto per la realizzazione dell’evento. La mostra è stata patrocinata dalla Provincia Regionale di Palermo che ha finanziato il catalogo nel quale sono presenti testi di: Mons. Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo, Giovanni Avanti Presidente della Provincia di Palermo, Mons. Giuseppe Randazzo, Direttore dei Beni Culturali della Curia di Palermo, Mons. Salvatore Lo Monte, Roberto Clementini e Loreto Capizzi per il Centro Diocesano Confraternite, di Vinny Scorsone con un testo su Tradizione e contemporaneità e di Aldo Gerbino con un omaggio a Michele Dixitdomino dal titolo: Nel paesaggio sacro, nell’altrove.
Le opere, come era nella premessa dell’invito rivolto agli artisti, sono state tutte donate alla Chiesa palermitana e al Suo Vescovo Mons. Paolo Romeo affinché possano essere esposte in pubblico.

Palermo, 13/07/2008 Francesco M. Scorsone

Un Commento a “15 artisti italiani interpretano la Via Crucis”

  1. Tonio ha commentato:

    Io penso che il travaglio.sofferenza è inversamente proporzionato al credere profondamente in quello che si fà. Per quanto riguarda il messaggio di Cristo è talmente puro che a volte anche chi è preposto alla divulgazione della sua parola ha difficoltà o peggio lo viola. A volte si ha la sensazione che questo messaggio è talmente evoluto che viene da chiedersi se non è arrivato troppo in anticipo sulla terra. Ciò nonostante credo che il creato è conseguenza di volontà di una immane potenza e che sfugge il senso di questo disegno. sono un artista surreale che da importanza alle invarianti plastiche e che queste innate leggi noi artisti veniamo in questi secoli scoprendo e comprendendo con ciò che esistevano gia prima che l’uomo si affacciasse sulla terra.

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