Alla G.A.M. di Palermo il Mondo Babonzo di Altan, Stefano Benni e Pietro Perotti
Alla Galleria d’Arte Moderna è di scena il mondo Babonzo di tre straordinari ed eclettici autori. Una mostra composta da 52 sculture create da Altan e Stefano Benni e realizzate in gomma piuma dalla genialità di Pietro Perotti. Tre audaci sessantenni che hanno deciso sulla scorta delle diverse esperienze: Altan (Francesco Tullio) autore di vignette politiche capaci di folgorare il più navigato politico; Stefano Benni, poeta, narratore, sceneggiatore, autore di oltre venti libri di racconti e romanzi, nonché di opere teatrali; Pietro Perotti (ex sindacalista e componente del gruppo storico assieme a Gianni Usai, Ebe Matta, Pasquale Salerno, Vincenzo Elafro di Mirafiori), oggi scultore e scenografo, vero e proprio genio della gomma piuma. Che la fantasia potesse scatenare soggetti e personaggi di un mondo surreale lo sapevamo, lo abbiamo sognato da bambini, molte fiabe spesso lo descrivono come una sorta di strano e impalpabile universo fatto di apparizioni e sparizioni e nel quale folletti e beoni sghignazzanti fanno dispetti a chicchessia. Ma se questo è il mondo “Babonzo� dei nostri sogni non lo è certamente quello del trio Altan – Benni e Perotti. Le loro sono specie estremamente bizzarre sia nel nome che nelle forme: un enorme pseudo scheletro di dinosauro la cui coda altro non è che un enorme tubo di scarico fognario con tanto di collo d’oca ci accoglie all’inizio della mostra. Seguono dieci esilaranti tavole realizzate da Altan sulla teoria della scomparsa dei dinosauri e ci sembra particolarmente interessante indicare nel nostro caso la n. 5 nella quale si legge che si sono estinti perché: amavano dipingere con le zampe e soprattutto con la coda, (un pò come adesso). Ma le opzioni sono tantissime e i personaggi, strabilianti e deliziosi, sono altrettanto numerosi: il Pinguino nero, Dorazzo, Narcisone, Mammut Maggiore o Big Leg (uno strano topo con un solo zampone) intorno ai quali gli autori hanno voluto tessere una storia inverosimile ma estremamente divertente. Ma l’attenzione del nostro viaggio all’interno di questo straordinario mondo fantastico è captata da un rosso e straordinario Camullo, da un grosso e grasso panino Mc Donald con le corna, da Sbronzalo (una strana e ubriaca ape che anziché portare il nettare succhiato dai fiori all’alveare se lo beve fino a sbronzarsi), dal Porcospino Autostradale che fa bella mostra di sé avendo imparato a corazzarsi di aculei di acciaio inox. La visita alla mostra è un continuo stupirsi di stranezze di questo mondo Babonzo nel quale ci troviamo a disagio non foss’altro perché la mostra (come è giusto che sia) ha la caratteristica di un luogo per bambini più che per adulti.
Animale Rubinetto, Checosèsauro, Baobab, realizzate dallo scenografo Riccardo Sivelli su indicazione degli autori troneggiano nelle sale dove è ospitata la mostra. Insomma una mostra da vedere, da raccontare, ispiratrice di nuove favole. L’orco cattivo è scomparso, il suo erede è il Camullo: diretto discendente dei draghi delle favole o se volete dal mitico Topo Argonauta, cacciato spietatamente per le sue tisane afrodisiache. I ragazzini, d’ora innanzi, avranno di che pascersi per addormentarsi cullati dai sussurri della mamma, sfinita da una giornata di lavoro, intenta a raccontare al proprio bambino le avventure del Gallo da Smog o dalla Viponia o magari dal Pappagatto.
Una mostra, comunque, che ha un notevole valore educativo per il messaggio che in essa è sottolineato. Il MUCI (Museo delle Creature Immaginarie) è un progetto educativo ambientale ed ha tra le sue finalità la realizzazione di un programma di AMREF che da anni si batte in aiuto del mondo africano per migliorarne le condizioni ambientali, per la ricerca di nuove fonti idriche e la costruzione dei relativi pozzi, per la prevenzione della malaria e di tutta una serie di malattie che negli ultimi anni hanno avuto una recrudescenza esponenziale. Da sottolineare come l’evento stia incontrando oltre che il favore della critica anche quello del pubblico palermitano sempre attento ad eventi di portata notevole anche se la mostra, partita da Milano per approdare a Genova, Napoli e Forlì è arrivata a Palermo ridimensionata forse perché il contenitore della GAM Sant’Anna è troppo piccolo o forse perché i palermitani potevano già essere soddisfatti di ciò che gli era stato dato. Forse era più giusto che la mostra fosse accompagnata da un libro per l’infanzia con la riproduzione di alcune delle tavole, per meglio stimolare sia la fantasia dei bambini a cui saranno destinate le risorse di gran parte del vecchio continente quando questo si sarà scrollato di dosso le guerre fratricide, ideologiche, politiche e non ultima la questione religiosa, sia la consapevolezza che deve affiorare negli adulti perché ognuno deve fare la sua parte.
Il calo turistico dato dai recenti fatti della guerra civile in Kenya ha di fatto bloccato gli stanziamenti governativi a favore dei Masai per rifonderli dalle stragi del proprio bestiame, preda di leoni e leopardi. Oggi per proteggere le loro bestie sono costretti a dare la caccia sia ai leoni che ai leopardi con grave danno dell’equilibrio faunistico di quel paese. Se non si corre ai ripari intervenendo politicamente per sanare la questione Keniota probabilmente in quel paese non ci saranno più turisti da portare in giro per la savana ad ammirare leoni e leopardi in libertà . Ma il mondo Babonzo di Altan, Benni e Perotti queste cose le ha messe in conto. Nella mostra infatti è inserito un percorso espositivo, curato da AMREF, “L’Africa che immaginiamo� che ricostruisce la diversa relazione tra l’Europa e per l’appunto l’Africa invitando il pubblico a focalizzare l’attenzione sia alle risorse che ai problemi anche da altri punti di vista.
La mostra, esposta alla GAM di Palermo Via Sant’Anna n. 21, patrocinata dal Comune di Palermo, dall’Assemblea Regionale Siciliana e dall’Agenzia Regionale per i rifiuti e le acque, è visitabile dal martedì alla domenica dalle 9,30 alle 18,30 (la biglietteria chiude alle 17,30). Costo del biglietto: intero 5,00 euro, ridotto 4,00 euro (gruppi di minimo 15 visitatori, over 60, giovani tra 19 e 25 anni, studenti universitari), Gratuito per giovani fino a 18 anni, scolaresche, studenti Accademia Belle Arti di Palermo, diversamente abili con accompagnatore. Il biglietto cumulativo (Mostra + Galleria) 9,00 euro.
Palermo, 27 aprile 2008 Francesco M. Scorsone
Giugno 17th, 2008 at 4:23 pm
Complimenti per il blog, davvero interessante e ricco di spunti… sarei felice se ne aprissi uno anche su http://www.webirishpub.net/ per confrontarci quotidianamente.
Saluti
Settembre 20th, 2008 at 4:13 pm
Complimenti per il sito, ricco di spunti interessanti. Continuate così.
Settembre 26th, 2008 at 8:01 pm
Bravi, ottimo sito, ci ripasserò.