Tino Signorini - il pensiero e la pittura
Se mai qualcuno mi rivolgesse la domanda: che ne pensi oggi della pittura di Tino Signorini, tu che hai per certi versi seguito e conosci il suo lavoro da parecchi anni? Credo che la mia risposta non potrebbe essere che questa: oggi più di ieri Tino somiglia alle sue opere. Sì, credo proprio di non avere dubbi, i quadri di Tino Signorini lo rappresentano in pieno. Avevo già da qualche tempo avvertito una sorta di cambiamento nel suo modo di rapportarsi agli altri; lo trovavo più aperto, in un certo senso più disponibile a raccontarsi e le sue ultime opere hanno questo aspetto: non più ambienti cupi dalle ombre rarefatte, non più case dal “solenne degrado� - per usare il termine di Aurelio Pes nella sua presentazione in catalogo - non più cartelli stradali dai quali emergono scritte solenni di bevande dell’ “imperialismo d’oltre oceano�. Abbiamo ritrovato un Signorini un po’ meno malinconico, forse azzardatamene più ottimista. I suoi palazzi, le sue case non hanno più le incrostazioni del tempo: in qualche caso scopriamo una macchia verde, sintomo della presenza di una natura che tenta di riappropriarsi dello spazio che le è stato sottratto dall’uomo. Non più case dai “muri ciechi�, al contrario le sue case, i suoi palazzi sono ricchi di finestre aperte. Signorini si affaccia, vede un panorama un po’meno cupo. Le sue stesse nature morte Omaggio ad una caffettiera napoletana, o I sogni nel cassetto, entrambe del 2007, ci restituiscono un’artista possibilista, aperto come si diceva prima, anche se permane una sorta di velata tristezza alla quale egli forse non intende rinunciare.
La mostra si inserisce nel programma che ormai da anni la Provincia Regionale di Palermo persegue patrocinando, in spazi convenzionati, mostre di giovani e, in questo caso, di affermati maestri. Questa nuova produzione di Tino Signorini comprende 33 tempere e tecniche miste su legno e/o su cartone che ripercorrono gli ultimi anni di lavoro dell’artista. Allestita negli spazi della Galleria Elle Arte di Palermo è visitabile fino al 19 marzo 2007. Catalogo gratuito con testo di Aurelio Pes.
Palermo, 17/03/2008 Francesco M. Scorsone