Tina Modotti – I figli non dimenticati
Alla fotografa rivoluzionaria di origine friulana il Consiglio Regionale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia rende omaggio in terra messicana restaurando la tomba situata nel Pantheon de Dolores di Città del Messico. Tina Modotti, al secolo Assunta Adelaide Luigia Modotti, nacque a Udine il 16 agosto 1896; emigrata negli Stati Uniti, a San Francisco in California, nel 1913 per ricongiungersi alla famiglia, in quella terra giovane e ricca di speranze poté dare libero sfogo alla sua creatività di artista. Particolarmente attratta dall’effervescenza culturale e dal cinema (interpreterà alcuni film peraltro ripudiati perché non all’altezza della sua creatività di artista ritenendoli commerciali) della vicina Los Angeles, vi si trasferì dopo avere sposato il poeta e pittore Roubaix de L’Abrie Richey. In quella città conosce il fotografo Edward Weston il quale diventerà il suo amante, dopo la morte del marito avvenuta durante un viaggio in Messico. La Modotti diventa la modella preferita di Weston che per lei lascerà moglie e tre figli. Gli anni Venti furono anni di grande fermento politico: la sua casa era frequentata da politici legati al partito comunista messicano tra cui Vittorio Vidali, Xavier Guerriero e Julio Antonio Mella ma anche da rivoluzionari e poeti. La sua passione per la fotografia sembra che, al di là del legittimo contagio di Weston e dalla conoscenza di un importante fotografo e documentarista messicano Manuel Alvarez Bravo, sia stata ereditata da uno zio, Pietro Modotti e dallo stesso padre che, per un breve periodo, ebbe anch’egli uno studio fotografico a San Francisco. La sua attività di artista si divise sempre tra lo straordinario romanticismo che la contraddistinse - soprattutto nel periodo in cui fece coppia con Weston - e la grande passione per la rivoluzione. Conobbe, per motivi legati alla sua professione di fotografa, i muralisti Orozco, Rivera e la pittrice Frida Kalho. Si lega sentimentalmente ad Julio Antonio Mella che verrà assassinato nel 1929, sembra da agenti cubani. Probabilmente questo assassinio fa prendere una svolta alla vita politica di Tina Modotti. Viene espulsa dal Messico per essere estradata in Italia, in quanto ritenuta sovversiva nazionale (sembra su richiesta dello stesso governo fascista italiano) e imbarcata su una nave diretta ad Amsterdam; riesce però ad eludere la sorveglianza e a Berlino fa perdere le tracce di sé (forse perché aiutata dall’organizzazione internazionale Soccorso Rosso). In seguito al consiglio di Vittorio Vidali si trasferisce a Mosca e, negli anni successivi, è impegnata in diverse missioni a nome dell’Unione Internazionale dei Lavoratori. Finchè nel 1936, scoppiata la guerra civile in Spagna, decide su invito di Vittorio Vidali di aderire usando lo pseudonimo “Maria� per combattere contro il regime franchista fino al 1939. Rientrerà in Messico assieme a Vittorio Vidali sotto falso nome. Morirà nel 1942 per infarto in un taxi mentre ritorna a casa. La stampa reazionaria e scandalistica del tempo tenta di trasformare la morte della Modotti sostenendo che, essendo venuta a conoscenza di oltre 400 esecuzioni commesse da Vittorio Vidali durante la guerra civile in Spagna soffocata nel sangue dalle milizie falangiste di Franco, sia stata uccisa da sicari di Vidali. Pablo Neruda, suo amico, scrisse in quella occasione una struggente e straordinaria poesia che è stata parzialmente riportata nell’epitaffio della tomba di Tina Modotti il cui profilo è stato disegnato dallo scultore Leopoldo Mendez:
… sul gioiello del tuo corpo addormentato
ancora protende la penna e l’anima insanguinata
come se tu potessi, sorella, risollevarti
e sorridere sopra il fango. (Pablo Neruda)
Abbiamo voluto tracciare un profilo approssimativo della biografia di questo straordinario personaggio per significare come la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, al contrario di altre regioni italiane (nel caso specifico la Sicilia) non ha dimenticato i propri figli anche in terra straniera ponendosi il problema finanche di restaurare la sua tomba.
Palermo, 06/03/2008 Francesco M. Scorsone
Giugno 18th, 2008 at 10:27 am
Ancora oggi la Poesia che Plabo Neruda dedicata a Tina Modotti, ormai morta.mi commuove! Tina La fotodrafa ,l’ antifascista, la comunista di spessore e anche internazionalemerita merita , dev’essere, ricorda. i giovani comunisti con conoscono questa grande donna rivoluzionare. E anche affascinante! Domenici detto Mimì Capurso -7OO52 Bisceglie(Bari)