Amici si, ma di chi?

Ho sempre avuto una particolare attenzione al programma televisivo “Amici di Maria De Filippiâ€? sopratutto perché, essendo strutturato come una scuola, nella quale tutti, oltre che alla disciplina specifica per la quale i ragazzi sono entrati a farne parte, si pone il problema, attraverso lo studio di materie diverse, della formazione artistica degli alunni. Quindi: Canto, ballo, recitazione, una sorta di mini Actor Studio. Ora se da un lato è apprezzabile ciò che fanno gli insegnanti, tutti bravissimi, in questa scuola, perché mettono a disposizione degli studenti oltre che la propria conoscenza anche quella passione e partecipazione, riscontrabile solo in alcuni insegnanti pubblici, diventa pretestuoso qualsiasi elemento posto in atto dalla produzione, inteso a disturbare la serenità degli allievi sia nell’apprendimento ma soprattutto nei risultati. Non riesco quindi a comprendere chi ci guadagna in questo gioco al massacro, dove chi ne fa le spese sono i ragazzi, molto spesso neanche ventenni, i quali, anziché dedicarsi con profitto allo studio, sapendo di essere continuamente ripresi dalle telecamere puntano molto a piacere a un pubblico che attraverso il meccanismo del televoto li mette al riparo da possibili esclusioni dalla scuola (come è noto i primi sei della classifica delle preferenze del pubblico sono esclusi dall’eliminazione). Quindi una scuola non formativa ma assolutamente diseducativa nei valori etici e sociali e nella quale trionfano solo i furbi e i bellocci e comunque tutti quelli che hanno la possibilità di invitare amici parenti etc. a telefonare, escludendo di fatto gli alunni riservati, quelli che non entrano in contraddittorio con i sistemi di insegnamento, in pratica quelli “poco visibiliâ€? perché studiano anziché dare quello spettacolo indecoroso fatto di piccinerie, gelosie e accuse che, in linea puramente teorica, non hanno niente a che fare con l’apprendimento. Bisognerebbe ricordare sempre ai ragazzi che solo l’umiltà fa crescere, anche contro l’arrogante e non sempre giustificata posizione di insegnanti come la bravissima Signora Celentano, la quale penso che abbia sbagliato scuola perché meglio farebbe ad insegnare alla “Scala di Milanoâ€?. Questo ambiente, infatti, fatto da ballerini hip pop o jazz o non so che cosa, che puntano soprattutto alla notorietà anziché all’apprendimento e alla crescita professionale, poco le si addice, visto che è cosi intransigente. Nella sua biografia Alessandra Celentano sostiene, e io le credo: “(…) Lavorare con i ragazzi è meraviglioso perché sono pieni di entusiasmo, di grinta e devo dire che queste qualità i ragazzi di Amici le possiedono tutte. (…)â€? Probabilmente forse si è ricreduta.
Personalmente non credo che ciò che dicono i ragazzi sia solo frutto del loro livore nei confronti degli altri ragazzi, penso invece a una ben orchestrata regia posta in essere anche da elementi esterni allo stesso programma e che possa giocare un ruolo importante e fondamentale per lo share di ascolto.
Ciò che è successo sabato scorso con l’eliminazione dell’unica attrice tra i ragazzi della squadra blu, Marina Marchione, è stato a dir poco sconcertante poiché nessuno si è preso la briga di scegliere chi eliminare. La scelta l’ha fatta l’onnipotente pubblico che paga a suon di telefonate (a tutto vantaggio sia dell’operatore telefonico e del programma) perché avendola relegata all’ultimo posto, perdendo la squadra, come di fatto ha perso, per il meccanismo delle eliminazioni, da domenica non fa più parte della scuola. Ha ragione Platinette comunque che, nel consolare Marina, ha sostenuto che la ragazza avrà modo di manifestare il suo talento - che l’accompagnerà sempre nel corso della sua vita artistica – dal giorno in cui uscirà dalla scuola. Gli attori si sa hanno una vita artistica molto più lunga dei cantanti o dei ballerini.

Palermo, 07/02/2008

Francesco M. Scorsone

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