Per l’Italcementi - Un amore senza fine
Lunedì, Febbraio 25th, 2008
Gentile Signora
Francamente non pensavo che il nostro rapporto sarebbe durato così a lungo. E dire che di anni ne sono passati e tanti, per la verità oltre quaranta da quando ci siamo incontrati per la prima volta. E’ stato un amore a prima vista, Lei ovviamente non se lo può ricordare, quel burbero e geloso maggiordomo che mi ha fatto incontrare sull’uscio di casa, ha creato da subito un filtro impossibile da penetrare e solo dopo tempo mi ha offerto l’opportunità di lasciarmi andare fiducioso tra le sue braccia. Braccia nelle quali mi sono sentito sempre protetto anche quando le vicende sindacali degli anni Sessanta e Settanta ci hanno visti divisi e con il broncio. Lei da una parte intenta a proteggere (come una buona madre di famiglia) ciò che sarebbe servito per far fronte ai bisogni della famiglia stessa nei momenti di crisi, ed io dall’altra parte intento a chiedere tutto e subito. Ma si sa, quale figlio non ha momenti di ribellione verso i propri genitori, quando questi voglio privarli di qualcosa? Lo stesso è successo a me e se Lei mi chiedesse se lo rifarei, Le rispondo subito di si. Essere giovani significa anche non avere regole e se regole si hanno, non sempre sono applicabili alla realtà in cui si vive. Lei certamente si ricorderà , ci sono stati durante il nostro incontro, anni bui, anni della protesta a tutto campo, erano più le giornate della contestazione che quelle in cui si lavorava in serenità . Malgrado tutto però erano anni di grandi speranze di grandi aspettative per il futuro. Si aveva il piacere di sognare, si fantasticava sul nostro domani, si facevano progetti, molti dei quali si sono realizzati grazie sia alla capacità e alla professionalità che via via maturavo ma anche alla sua caparbietà nel tenere duro su certi argomenti che in alcuni momenti hanno messo in crisi (ma solo apparentemente) il nostro rapporto. Lei comunque lo sa, al di la di tutto questo, ho avuto sempre profondo rispetto per le regole da Lei imposte anche se come sa non sempre le ho condivise.
Cordialmente
Francesco Scorsone
pubblicata nel volume: Una presenza costruttiva
Ho riletto prima di pubblicare questa “lettera” indirizzata all’azienda alla quale mi onoro di avere appertenuto per lunghi anni e che mi ha consentito di realizzare tutto ciò che nell’ambito della legalità era possibile fare e, non l’ho trovato patetica o particolarmente sentimentale. E’ il giusto coraggio e un pubblico riconoscimento che ognuno di noi dovrebbe avere per esternare un sentimento verso le persone o le cose che l’hanno aiutato a crescere.
Francesco Scorsone