Per non dimenticare mi verrebbe voglia di aggiungere. Gibellina, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Santa Ninfa, questi comuni, facenti parte dell’Unione dei comuni della Valle del Belice in questi giorni celebrano il 40° anniversario del terremoto che devastò, tra la notte del 14 e del 15 gennaio 1968, gran parte del territorio della provincia di Trapani. Ricordiamo che rimasero colpiti dal sisma in maniera devastante anche i comuni di Salemi e Montevago. Il terremoto provocò oltre trecento morti e migliaia di feriti. Ma il sisma non risparmiò nessun comune della provincia di Trapani, mentre gli abitanti delle provincie di Palermo e Agrigento ne rimasero talmente scossi che per molte notti non rientrarono nei loro appartamenti. Va sottolineato che il centro storico di Palermo si svuotò completamente dei suoi residenti i quali occuparono abusivamente l’allora nuovo quartiere popolare del C.E.P. Momenti di grande tensione “turbaronoâ€? il clima della politica di quel tempo. I ritardi nei soccorsi, l’incapacità della politica di capire come muoversi per tentare di dare una spiegazione plausibile agli abitanti delle zone terremotate su cosa sarebbe successo dopo, crearono non pochi malcontenti ed enorme disaffezione nei confronti dello stato e sopratutto verso quel governo siciliano, allora feudo della democrazia cristiana e dei “corleonesiâ€?. Per tentare di uscire dalle sacche del pantano in cui si erano venuti a trovare amministratori e politici con le loro promesse, ci furono interventi a pioggia che ebbero come effetto quello di creare ulteriori malumori rispetto a quelli che già si erano creati a causa dell’assegnazione di prefabbricati agli sfollati i più fortunati e raccomandati i quali occuparono i più confortevoli alloggi provvisori.
Gli anni che seguirono non poterono che fare riflettere sull’enormità dei danni e sul fiume di denaro occorrente per ripristinare quei luoghi pensando anche ad interventi di tipo strutturale come ad esempio la costruzione di una Nuova Gibellina. Questa città decollò senza non poche fatiche ma con la determinazione di un siciliano di razza come Ludovico Corrao, eletto sindaco di Gibellina, senatore della repubblica e illuminato politico. Facendo leva sulla sensibilità degli artisti, in “poco tempoâ€? questa nuova realtà divenne centro di incontro di culture e di artisti di diverse estrazioni politiche e culturali nazionali ed internazionali. Giuseppe Spagnulo, Carmelo Cappello, Carla Accardi, Turi Simeti, Arnaldo Pomodoro, Nunzio, Giovanni Albanese, Nino Mustica, Salvatore Cuschera, Biget & Bergstrom, Costas Varatsos, Elio Marchegiani, Giampaolo Di Cocco, Nino Franchina, Ludovico Quaroni, Franco Purini, Nanda Vigo, Fausto Melotti, Ignazio Moncada, Giuseppe Uncini, Salvatore, Hsiao Chin, Onhari, Francesco Venezia, Paolo Schiavocampo, Alessandro Mendini, Carlo Ciussi, Iginio Legnaghi, Pietro Consagra, Emilio Isgrò, Pietro Cascella, Mimmo Paladino, Mauro Staccioli, Medhat Shafik, Mimmo Di Cesare, Ettore Colla, Bruno Ceccobelli, Calo La Monica, Agatipo Miniucchi, Mimmo Rotella, Daniel Spoerri, Claudio Verna e lo stesso Mario Schifano lasciarono tracce indelebili del loro passaggio a Gibellina. Questa città da quando è stata fondata, dopo essere stata abbandonata definitivamente la vecchia Gibellina perché completamente ridotta a un cumulo di macerie - sul quale il grande Alberto Burri distese il suo “sudarioâ€? di cemento bianco, tale da formarne un grande cretto - ha avuto una costante e notevole evoluzione. Ci sono ritornato pochi giorni fa con Giusto Sucato per incontrare Enzo Fiammetta, direttore del Museo delle Trame del Mediterraneo, uno straordinario fiore all’occhiello creato dal senatore Ludovico Corrao e che vede giorno per giorno con l’infaticabile lavoro del suo direttore arricchirsi di nuove e importanti opere d’arte contemporanea e della tradizione popolare del mediterraneo. Uno scrigno che merita una visita attenta per meglio comprendere il nostro modo di vivere, il nostro mondo di popolo mediterraneo. Gli appuntamenti di questi giorni a Gibellina per celebrare i 40 anni dell’anniversario del terremoto attraverso la memoria, comprendono: 14 gennaio alle ore 15.00 – Aula Consiliare – Consiglio Comunale sulla Memoria e la Commemorazione; ore 16.00 presso il Granaio della Case Di Stefano – Rimemorazione del Terremoto e presentazione del quaderno “L’Utopia della Libertà â€?; alle ore 18.00 al Museo d’Arte Contemporanea, inaugurazione della mostra di Carlo La Monica dal titolo “Radiciâ€? e proiezione del Video “Dalle Macerie alla Città â€? a Cura di Giuseppe Maiorana; mentre all’Auditorium dello stesso museo, proiezione del film documentario “Earthquake ‘68â€? a cura del gruppo informale “Sottotracciaâ€?. Altre manifestazioni sono previste nel comuni di Partanna, Salaparuta, Santa Ninfa, Partanna, Poggioreale che ospiterà Vincenzo Consolo che leggerà il suo testo-manifesto dedicato al 40° anniversario del terremoto del Belice. Mentre a Gibellina il 15 gennaio sarà conferite a cinque personalità del mondo della cultura e dell’impegno civile la cittadinanza onoraria e contestualmente ai Sindaci dell’Unione saranno consegnati i Lenzuoli della Memoria realizzati dagli artisti: Rosario Bruno, Dino Fisco, Franco Accursio Gulino, Vincenzo Nucci e Nino Pilotto.
Palermo, 13/01/08
Francesco M. Scorsone