Sebastiano Caracozzo tra merletti e broccati
C’eravamo incontrati in parecchie occasioni nel corso di questi ultimi anni con Sebastiano Caracozzo e per la verità non mi era mai capitato di interessarmi al suo lavoro in termini di analisi approfondita sulle tecniche da lui usate per la realizzazione dei suoi quadri. L’utilizzo peraltro di merletti, broccati, stoffe, sete e quant’altro ne hanno fatto un pittore attento al disegno già presente nel supporto sul quale si appresterà di volta in volta a realizzare la sua opera. Il broccato in particolare è una stoffa che di per se ha un disegno abbastanza complesso, trovare quindi all’interno di una lavorazione “operata� così articolata diventa estremamente interessante quando l’artista riesce con pochi tratti di pennello o spatola che sia a “tirar� su, a far “venir fuori� (come si dice in gergo) ciò che si è prefisso. Questa mostra attualmente esposta alla galleria Studio 71 di Palermo dal titolo “intarsi� realizzata con il patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, presenta una serie di lavori quali: Venere nera, Fioraia, Schiava, etc. che mantengono tutti questo filo conduttore: la figura “esce� dalla trama disegnata del supporto bidimensionale. E’ un esercizio sorprendentemente piacevole anche se non nuovo (ricordiamo che Salvatore Fiume lavorò tantissimo usando tessuti e in particolare il broccato rosso, sia per le sue opere uniche ma soprattutto per la grafica seriale, a tale proposito si ricordano una serie infinita di odalische, dalle tornite cosce e dalle labbra rosso fuoco). In Caracozzo l’aspetto erotico tanto presente in Fiume è smorzato, quasi assente, nelle sue opere non c’è ricorso gli aspetti accattivanti dell’eros, al contrario in questa mostra Don Chisciotte;, I Giganti di Porta Nuova; Il satiro danzante; Il Giullare di Cacciamo; Il cielo sopra Palermo, sono tutte opera che manifestano una tendenza alla satira e in alcuni casi anche alla denuncia nei confronti di un sistema estremamente legato ad un mondo maschilista, vedi: La schiava, Eva, Tentazioni, Le tre grazie. Ma la mostra è un susseguirsi di effetti cromatici frammisti al disegno delle stoffe che offrono allo spettatore una piacevole, quanto appagante sensazione della scoperta che fa quando all’interno della trama scopre che vi è un elemento riconducibile a qualcosa di noto. Un volto, un fiore, una mano, la cupola di una chiesa, un vaso, un vassoio colmo di leccornie, una figura mitologica e così via. La mostra alla Galleria Studio 71 di Palermo è visibile fino al 14 dicembre 2007 orario dalle 187.00 alle 20.00 escluso i festivi. Catalogo gratuito.
Palermo, 01/12/2007
Francesco M. Scorsone
Dicembre 23rd, 2007 at 12:09 pm
un grazie per il vostro interessamento degli artisti a voi vicini ……..Buon Natale ed auguri per le vostre famiglie, a Vinny e la nuova natività …… Sebastiano caracozzo.