Ugo Attardi, l’ultimo dei Principi Normanni
Lunedì, Dicembre 31st, 2007Ho sempre nutrito per questo maestro straordinario del Novecento italiano, fin da quando vidi per la prima volta alcune sue sculture, una grande ammirazione per la capacità che aveva di rendere invitante alla tattilità tutto quello che produceva. L’ho conosciuto in occasione della mostra trapanese del 1991 “Sicilia Mito e realtà â€?. Da quell’incontro ricevetti l’impressione di una persona forte, una sorta di condottiero, capace di imprese epiche. Lo ritrovai a Palermo, al Reale Albergo delle Povere nel 1994, dove era stata allestita una delle più importanti e memorabili mostre che siano state fatte in quel luogo: “Avventura e amori cercandoâ€?, curata da Franco Grasso, oggi ahimè anch’egli scomparso. E ancora a Palazzo dei Normanni a Palermo nel 2003 con la mostra “Impervie dimoreâ€? curata da Aldo Gerbino; anche in quel caso una mostra che Attardi stesso definì una delle più belle che avesse mai realizzato.
Questa mostra, che la Provincia Regionale di Palermo ospita al Loggiato San Bartolomeo fino al 10 febbraio 2008, pur essendo una mostra che abbraccia l’intero periodo della produzione di Ugo Attardi ci lascia (pur riconoscendo alla Provincia Regionale di Palermo e al suo presidente Francesco Musotto il merito di importare mostre di grande qualità ) abbastanza perplessi sull’ allestimento, nei diversi piani, della stessa. Al Loggiato ci accolgono due hostess che ci invitano ad iniziare dal terzo piano affinché potessimo avere un panorama più completo dell’opera dell’artista.
Una serie di lavori degli anni sessanta sono poste in sequenza. Non appena varchiamo la soglia del piano in questione troviamo opere di straordinaria fattura tra cui uno splendido Tramonto romano e un Ritratto in piedi del figlio Andrea, in posizione fiera come spesso si presentava il padre Ugo. E ancora i bronzi di Enea del 2003 e Voltaire viaggia sulla spalla di Vicki Taguba E poi una copia, in scala, dell’Ulisse (l’originale fa bella mostra di sé a New York). Di quest’opera gigantesca ne parlò pubblicamente nel 1996, in occasione del Premio Fimis di Isola delle Femmine. La giuria di quel tempo gli aveva assegnato il premio “Una vita per l’arte�. Mi ricordo che, rivolto alla giuria e ai presenti, disse: “Isola della Femmine mi ha ispirato uno dei più bei quadri della mia vita�. In effetti uno dei più interessanti quadri della mostra è un’opera informale, del periodo di “Forma 1�, Alba a Isola delle Femmine del 1949. Pensai allora: sono cose che si dicono per compiacersi il pubblico. E invece era tutto vero. Attardi aveva fatto realmente quel quadro dedicato a Isola delle Femmine e lo aveva tenuto per sé. Nello stesso piano troviamo una Veglia in Vaticano.
Al 2° piano ci accoglie un modernissimo e gigantesco quadro raffigurante: “Palinuro a New York�, del 2001, tra una piccola tela Contadino del 1960, una Natura morta del 1944 e un ritratto di Papa Wojtyła dal titolo: Guardava la città spenta, del 2004: un’opera in cui lo stesso Papa mostra i segni di una inevitabile quanto prossima fine. In quest’opera sono chiari i segni che l’artista si apprestava al suo viaggio finale. E’ evidente, come in questa ultima fase della sua vita, Ugo Attardi senta il bisogno di riappacificarsi con qualcosa o con qualcuno che poco ha di terreno. Morirà a Roma nel 2005 pochi mesi dopo la morte del Papa. Ma la mostra continua con una sequenza di opere, disegni, dipinti e sculture senza che queste seguano un filo logico. Non vi è un nesso tra di loro. Evidentemente chi ha impaginato la mostra avrà pensato che l’artista merita una divagazione se non altro per quel grande personaggio e uomo di cultura che è stato. L’avventura terrena di uno scultore capace di realizzare opere epiche come: Il Vascello della Rivoluzione, L’arrivo di Pizarro o La Vuelta di Cristóbal Colón non passerà inosservata nel tempo. Ugo Attardi ci sopravviverà , soprattutto per l’immenso patrimonio artistico che ha lasciato. I segni del suo passaggio a Palermo sono presenti anche all’aeroporto di Punta Raisi con l’opera: I sogni del Re Normanno.
Ugo Attardi, pittore e scultore è il titolo dell’antologica che la Provincia regionale di Palermo dedica all’artista, in mostra al Loggiato San Bartolomeno fino al 10 febbraio 2008. Catalogo ed. Il Cigno con testi di Marco Tonelli e Alessandro Masi € 40,00, biografia € 20,00. Visitabile: da martedì al sabato dalle 16.30 alle 19.30, domenica dalle 10.00 alle 13.00.
Palermo li, 29/12/2007
Francesco M. Scorsone