Andrea Cusumano - Toyland – lavori londinesi
Il fatto di avere intitolato la mostra in maniera quasi esotica non mette questa al riparo di valutazioni che alla mostra stessa potrebbero essere mosse in un senso o in un altro. Andrea Cusumano ce la mette tutta per lavorare al principio dell’affermazione dell’uomo artista utilizzando tutti i mezzi che ha a disposizione. Mi ricordo ancora di una mostra al limite della dissacrazione nella quale si avvaleva, quale scena per la sua performance, di una chiesa sconsacrata (San Nicolò del Gurgo alla Vucciria), che pure era stata luogo di culto in cui si respirava ancora un clima di sacralità , dissacrata dalle installazioni dell’artista. La casa di Cristo rimane sempre e comunque la Sua casa anche quando gli uomini, con la loro stoltezza, ne hanno fatto un luogo di discarica per cassette di frutta, materiali di risulta e altro, tale da renderla irriconoscibile al culto e quindi, gioco forza, costringere le autorità ecclesiastiche a deciderne la sconsacrazione. Questa operazione viene normalmente effettuata con un decreto della Diocesi di appartenenza rimuovendo dall’Altare Maggiore la Pietra Sacra o reliquia posta al tempo della consacrazione. In questa mostra, esposta alla galleria Prati di Palermo, Andrea Cusumano rimane fedele al suo stile. Egli riprende una istallazione, già presentata a Los Angeles e a New York rispettivamente nel 1997 e nel 1998, in cui un bambino su un‘altalena diventa spettatore dall’alto di un fantomatico e surreale scenario da catastrofe post atomica. Nel suo sviluppo in più tavole, Andrea Cusumano rappresenta una serie di bambini che si dondolano nel vuoto; uno di questi stringe un piccolo giocattolo: un bus ai cui finestrini una serie di orsacchiotti assistono come lui allo spettacolo disarmante della distruzione del proprio pianeta. Sono bambini con evidenti problemi fisici i cui handicap del corpo sono chiaramente visibili. Nei loro atteggiamenti è connaturato l’aspetto più infantile del bambino ma non vi sono sorrisi, non vi è gioia pur in questo strano gioco a cui li ha relegati l’artista.
I segni genetici di una natura umana che ha scelto la strada peggiore per continuare a sopravvivere sono tutti evidenti.
Ma che la mostra volesse essere un atto di denuncia contro tutte le nefandezze dell’uomo è evidente fin dall’ingresso. Una serie di disegni erotici danno un assaggio di quanto poco coinvolgimento sentimentale, quanto poco amore, e al contrario di quanto sesso senza alcun sentimento, vi sia nei protagonisti di questo secolo. Una serie di lavori, collage e disegno a penna su carta, validissimi, accattivanti e invitanti allo stesso tempo, sia sotto il profilo fantastico che artistico, realizzati facendosi guidare dalla propria mano e seguendo il tratto sinuoso di corpi morbidamente rappresentati e presentati in libertà senza inibizioni di sorta. Piccoli lavori di grande raffinatezza estetica e stilistica che, se saputi leggere, danno appieno la consapevolezza che il lavoro di Andrea Cusumano coerentemente prosegue nel verso del suo inizio. La mostra alla Galleria Prati Via Quintino Sella n. 77 Palermo, resterà aperta fino al 14 luglio 2007 con orari: dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 20.00.
Palermo, 01/07/2007
Francesco M. Scorsone