Malena Mazza - fotografare l’eros
Lunedì, Giugno 25th, 2007“Fotografare l’erosâ€? è una pratica difficilissima. La linea di demarcazione tra pornografia ed erotismo è sottilissima. Una mano poggiata sul pube è sicuramente più erotica del pube scoperto. Le immagini che propongono David Lachapelle o Robert Mapplethorpe, sono forti, spigolose, sono immagini plastiche, di greca bellezza, ma l’erotismo, quello delle parole, degli ammiccamenti, dei complici sguardi, del piacere di mostrare e di mostrarsi, è una cosa diversa. Scadere in qualcosa che con l’eros non ha niente a che vedere è di una facilità unica. E’ sempre più diffuso l’uso della macchina fotografica per fotografare qualsiasi cosa ivi compreso ciò che accade fra le mura domestiche. Una bella fotografia non è detto che sia una buona fotografia. Questo deve essere il principio fondamentale di chi della fotografia ha fatto una scelta estetica e culturale. David Hamilton, Man Ray, Günter Blum, Helmut Newton etc. erano e sono degli ottimi fotografi. Le loro fotografie rimangono esempi di bellezza. La scelta delle immagini ha rivoluzionato la percezione del nudo, sono diventate lo specchio della melanconia, dei giochi erotici e silenziosi di non facile decodificazione.
La femminilità , soprattutto quando è vista e rappresentata da una donna, assume un valore anche extrasensorio. Le immagini diventano soft, ovattate, si coprono di uno strano e misterioso silenzio, si avverte una strana percezione che è della mente ma è anche del corpo.
Visitando la mostra di Malena Mazza, dal titolo “fotografare l’erosâ€? a cura di Vinny Scorsone, esposta alla galleria Studio 71 di Palermo dal 23 giugno e fino al 14 luglio (17 fotografie tutte di grande formato cm 100×100), avvertiamo queste sensazioni che ci accompagnano per tutta la mostra. Gli scatti fotografici a due giovani, i loro corpi, i loro momenti intimi, il desiderio che li accomuna nel piacere di vicendevoli carezze e soprattutto il percorrere con lo sguardo il corpo ora dell’uno o dell’altra, ci permette di entrare in simbiosi con l’artista e di intuire che oltre la fotografia, che in quel momento ci penetra la mente, vi sono atteggiamenti e scene che ci sono preclusi, che sono oltre quello scatto che vediamo. Non l’eros vorace delle prorompenti donne di James Elliot con i loro grandi e irriverenti seni, ma più “domesticheâ€? e amabili ragazze dallo sguardo invitante a partecipare al gioco messo in atto dalla fotografa.
Forse è tutto ciò che rende grande la fotografia e chi è chiamato a farci guardare attraverso l’occhio indiscreto di un obiettivo che spesso falsa la realtà . Ma è pure vero che l’uomo ha bisogno di sognare, di astrarsi per quanto possibile dal mondo che lo circonda fatto di guerre, di istinti bestiali, di sangue, di disoccupazione, di malaffare, di corruzione, di malgoverno, di fame, di carestia e purtroppo anche di morte. Malena Mazza, con la sua mostra, ci consente una distrazione momentanea a tutto ciò, un momento per farci “sognare�.
Palermo,22/06/2007 Francesco M. Scorsone