Bruno Caruso disegni 1935 – 2007
Settanta anni e non li dimostra nemmeno. Con questa o analoga frase molto spesso confrontiamo cose e persone a noi note, senza peraltro tenere conto della straordinaria capacità che ha l’uomo di rinnovarsi nelle scelte, nell’atteggiamento, nei gusti, nel lavoro ma soprattutto nella creatività . Bruno Caruso, straordinario e versatile disegnatore, incisore e pittore, espone in questi giorni alla galleria Elle Arte di Palermo (fino al 9 Giugno 2007) una serie di disegni comprendenti un periodo di oltre settanta anni. La scelta fatta da Laura Romano di ospitare una mostra che copre un periodo così consistente dell’attività di questo artista palermitano è stata sicuramente coraggiosa anche perché, oltre a un ampio aspetto di Caruso disegnatore, nel contesto della mostra sono presenti alcuni lavori significativi del rapporto che ha avuto Caruso con personaggi illustri della cultura italiana quali ad esempio Leonardo Sciascia, “Sciarade Sciascianeâ€?, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, disegnato, seduto al Caffè Mazzara di Palermo intento a scrivere probabilmente il romanzo che lo rese famoso nel mondo, Giorgio De Chirico “Al cavallettoâ€? nel suo studio a dipingere un ulteriore “Ettore e Andromacaâ€? o magari una “natura mortaâ€? o dei “cavalliâ€? o forse una “Piazza d’Italiaâ€?. Caruso disegna quest’ultimo in maniera sciatta, in canottiera con un pantalone apparentemente liso e dalla cui tasca sembra uscire una mazzetta di banconote. Lo rappresenta con le idee poco chiare visto che sulla tela non vi è accenno di inizio di dipinto. Ma la mostra è un susseguirsi di scoperte, tutte peraltro inedite: dai disegni giovanili del 1935, quando riproduceva fedelmente alcuni disegni di Leonardo Da Vinci, ai più recenti: “Amoreâ€? del 2003 o “Palermo si scrive col sangueâ€? del 2005, un disegno dalla rappresentazione eloquente di un certo tipo di palermitanismo della delinquenza. E ancora “Allo specchioâ€? del 2007, nel quale si ritrae in maniera macabra – uno scheletro la cui mano ossuta impugna una penna forse per tentare un ulteriore ultimo disperato disegno. In altri termini un Caruso poco noto per Palermo. Ma ciò che mi sorprende in maniera quasi traumatica, forse perché i disegni sono molto vicini gli uni agli altri, è la costante rappresentazione di volti duri, incisi, impenetrabili. Mai dolci e accattivanti rotondità femminili. Per Bruno Caruso le bocche carnose delle sue donne sono un implicito riferimento alla sessualità , alla carnalità del corpo femminile; un invito al sesso senza sentimento ma pura passione dei sensi. Non c’è traccia di felicità nel pathos dell’orgasmo ma sofferenza. Le bocche sono socchiuse come soffocate da un impossibile grido di dolore. In altre occasioni abbiamo avuto modo di incontrare le opere di Bruno Caruso, ma mai ci era sembrato così spigoloso, sferzante. Ma certamente è stato un nostro limite non soffermarci tentando di entrare all’interno degli aspetti più intimi rispetto alla traccia impressa sulla carta dal disegno.
La mostra Bruno Caruso – disegni 1935 – 2007 è visitabile fino al 9 giugno 2007 orario dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 126.30 alle 19.30 chiuso domenica e lunedì mattina. Catalogo con testimonianze di Tommaso Romano e della stessa Laura Romano. Ingresso gratuiti.
Palermo,20/05/2007 Francesco M. Scorsone
Giugno 10th, 2007 at 12:18 pm
Finalmente qualcuno che interpreta bene il lavoro di Bruno Caruso. Mi è piaciuta molto l’osservazione su De Chirico credo che calzi bene.
Complimenti all’autore della recensione.
Nino