Tino Signorini - disegni - incisioni - dipinti 1956 - 2007
Mercoledì, Gennaio 24th, 2007Certo sarebbe stato meglio esporre un minor numero di opere, perché, così come è allestita, la mostra di Tino Signorini (visitabile presso il Complesso Monumentale Guglielmo II di Monreale fino al 17 febbraio 2007) non rende merito né ai lavori né all’artista. L’esposizione, infatti, risulta inutilmente affollata. E dire che Signorini non aveva certo bisogno di una mostra di tal fatta, fin troppo carica a volte anche di opere non all’altezza di una rassegna ospitata in un luogo di così straordinaria bellezza.
La storia artistica di Tino Signorini, lunga oltre un cinquantennio e ricordata per l’occasione puntualmente e sapientemente dal critico d’arte Giacopelli, ha attraversato la seconda metà del novecento. Egli ha conosciuto molti personaggi che hanno fatto grande l’arte italiana nel mondo; alcuni personalmente (Renzo Vespignani, Aligi Sassu, Giacomo Porzano, Bruno Caruso solo per citarne alcuni) e altri tramite rapporti epistolari. Ma sopratutto è con la critica d’arte militante che Signorini si confronta. Franco Grasso, Giuseppe Servello, Franco Solmi, Albano Rossi, Aldo Gerbino, Nicolò D’Alessandro di cui si può leggere un interessantissimo testo nell’ ultimo catalogo di Tino Signorini “La luce nel nero” ed. Tiesse e recentemente: Emilia Valenza, Paola Nicita, Salvo Ferlito etc. sono stati, in alcuni casi, coloro che hanno sostenuto l’artista nei momenti bui che ha attraversato, “accompagnandoloâ€? con scritti, recensioni o presentazioni nelle mostre alle quali spesso bisognava insistere, e non poco, affinché vi partecipasse. I lavori che presenta in questa mostra sono oltre 85. Disegni, incisioni, dipinti, contè. Quest’ultima è una tecnica con la quale Signorini ebbe ed ha un rapporto quasi viscerale. Egli stesso scrisse qualche tempo fa …â€?il contè si avvicina a quel nero vellutato, unico, prezioso, che si forma sugli oggetti casalinghi affumicati dal gas, al nero oleoso delle officine, all’alone cupo della fuliggine; il contè offriva soluzioni grafico-pittoriche illimitate, passaggi crudi o trasparenti che amalgamandosi con la sottile rugosità di certe carte, poteva portarti dove volevi. E’ l’ombra, il buio nell’attimo di inghiottire un tizzone ormai alla fine….”
I lavori, per la maggior parte carte quasi tutte di piccolo formato, sono uno spaccato della produzione artistica di circa cinquant’anni di lavoro ma che non gli rende merito, come si è detto prima, in quanto Signorini ha dipinto anche grandi tele sopratutto negli anni Sessanta (recentemente è stato esposto alla galleria Studio 71 un suo quadro facente parte dell’ex collezione Rossi: un lavoro di cm 63 x 90 del 1963 di straordinaria fattura). Ciononostante, l’eleganza del tratto di questo artista, siciliano di adozione che proprio a Monreale, nello stesso Complesso Guglielmo II, a suo tempo adibito a scuola e luogo in cui oggi espone questa sua mostra antologica, frequentò le tre classi delle medie, ne fa uno dei più accreditati maestri siciliani. In questo senso vale la pena citare quanto scrisse Eva Di Stefano (G.d.S. del 5.4.1984)“… Le sue opere di bella, elaborata fattura, sono infatti l’intenso racconto di un’ossessione, spalancano la voragine scura e coinvolgente di un turbamento esistenziale: lo spazio è gabbia di nero disperato, inselvatichito da una vegetazione sterile e vorace, invaso dai detriti e percorso da crepe come la casa degli Uscher, chiuso da finestre murate e da specchi fissamente opachi dove fluttuano lattei fantasmi senza volto….�
Di questa mostra rimane il rammarico dell’assenza di un catalogo che possa raccogliere tutte le opere esposte ma soprattutto fare il punto sulla situazione artistica di quegli anni molto vivaci della pittura italiana. Anni nei quali era molto facile cedere ed essere risucchiati dal canto delle sirene dell’informale. Signorini rimase fedele al suo impianto pittorico non cedette mai alle insistenze di facinorosi e ignoranti “mercanti� d’arte.
La mostra al Complesso Monumentale Guglielmo II di Monreale (PA) può essere visitata tutti i giorni da lunedì a sabato dalle 9.00 alle 18.00; domenica dalle 9.00 alle 13.00 ingresso gratuito.
Palermo, 23/01/2007
Francesco M. Scorsone