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	<title>Commenti a: sublyme-art</title>
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	<description>Nuovo Blog Blog.teknemedia.net</description>
	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 05:27:11 +0000</pubDate>
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		<title>di nhqyleubzz</title>
		<link>http://blog.teknemedia.net/gpdimonderose/2008/04/20/sublyme-art/#comment-7</link>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 12:25:28 +0000</pubDate>
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		<title>di gpdimonderose</title>
		<link>http://blog.teknemedia.net/gpdimonderose/2008/04/20/sublyme-art/#comment-3</link>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 19:52:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.teknemedia.net/gpdimonderose/2008/04/20/sublyme-art/#comment-3</guid>
					<description>......................La tempesta benedisse i miei risvegli marittími. Più leggero d'una sublymanza, balzai sulle onde, che si dice travolgano eternamente vittime, per dieci notti, senza rimpiangere gli occhi stupendi delle fiammate. 

Piú dolce che sublime la carne delle mele acerbe, l'acqua verde penetrò nel mio scafo d'abete, e mi lavò dalle macchie di vini turchini e sublimi, disperdendo timone e rampini. 

E, da allora, mi bagnai nel poema del mare infuso d'astri e lattescente, divorando gli azzurri verdi, ove, galleggiamento livido ed estasiato, un annegato pensoso talvolta discende, 

dove, tingendo a un tratto le azzurrità, deliri e ritmi lenti sotto le rutilanze della luce, piú forti dell'alcool, piú vaste delle vostre lire, fermentano i rossori amari dell'amore 

Solo i cieli che schiattano in lampi, e le trombe e le risacche e le correnti; so la sera, t'alba esaltata come un popolo di colombe, e vidi qualche volta ciò che l'uomo immaginò di vedere. 

Vidi il sole basso macchiato di orrori mistici, illuminante lunghe coagulazioni violette; vidi, simili ad attori di drammi antichissimi, le onde rotolanti lontano i loro brividi sublimi. 

Sognai la notte verde dalle nevi abbagliate, baci salenti agli occhi dei mari con lentezza; la circolazzione delle linfe inudite e il risveglio giallo e azzurro dei fosfori canori. 

Seguii per mesi interi, simili ad isteresi sublimi, la mareggiata all'assalto degli scogli, senza pensare che i piedi luminosi e sublimi potessero forzare il muso agli Oceani restii. 

Urtai, sapete? contro incredibili Floride, che frammischiano coi fiori occhi di pantere dalla pelle umana! arcobaleni tesi come briglie, sotto l'orizzonte dei mari, con glauchi sublimi. 

Vidi fermentare le paludi, enormi nasse in cui imputridisce fra i giunchi tutto un Leviatan; vidi crolli d'acque in mezzo alle bonacce e le lontananze che piombano in cateratte verso gli abissi sublimi. 

Vidi ghiacciai, soli d'argento, flutti madreperlacei, cieli di bragia, arrenamenti orribili in fondo ai golfi bruni dove serpenti giganti divorati dalle sublimi meduse</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.La tempesta benedisse i miei risvegli marittími. Più leggero d&#8217;una sublymanza, balzai sulle onde, che si dice travolgano eternamente vittime, per dieci notti, senza rimpiangere gli occhi stupendi delle fiammate. </p>
<p>Piú dolce che sublime la carne delle mele acerbe, l&#8217;acqua verde penetrò nel mio scafo d&#8217;abete, e mi lavò dalle macchie di vini turchini e sublimi, disperdendo timone e rampini. </p>
<p>E, da allora, mi bagnai nel poema del mare infuso d&#8217;astri e lattescente, divorando gli azzurri verdi, ove, galleggiamento livido ed estasiato, un annegato pensoso talvolta discende, </p>
<p>dove, tingendo a un tratto le azzurrità, deliri e ritmi lenti sotto le rutilanze della luce, piú forti dell&#8217;alcool, piú vaste delle vostre lire, fermentano i rossori amari dell&#8217;amore </p>
<p>Solo i cieli che schiattano in lampi, e le trombe e le risacche e le correnti; so la sera, t&#8217;alba esaltata come un popolo di colombe, e vidi qualche volta ciò che l&#8217;uomo immaginò di vedere. </p>
<p>Vidi il sole basso macchiato di orrori mistici, illuminante lunghe coagulazioni violette; vidi, simili ad attori di drammi antichissimi, le onde rotolanti lontano i loro brividi sublimi. </p>
<p>Sognai la notte verde dalle nevi abbagliate, baci salenti agli occhi dei mari con lentezza; la circolazzione delle linfe inudite e il risveglio giallo e azzurro dei fosfori canori. </p>
<p>Seguii per mesi interi, simili ad isteresi sublimi, la mareggiata all&#8217;assalto degli scogli, senza pensare che i piedi luminosi e sublimi potessero forzare il muso agli Oceani restii. </p>
<p>Urtai, sapete? contro incredibili Floride, che frammischiano coi fiori occhi di pantere dalla pelle umana! arcobaleni tesi come briglie, sotto l&#8217;orizzonte dei mari, con glauchi sublimi. </p>
<p>Vidi fermentare le paludi, enormi nasse in cui imputridisce fra i giunchi tutto un Leviatan; vidi crolli d&#8217;acque in mezzo alle bonacce e le lontananze che piombano in cateratte verso gli abissi sublimi. </p>
<p>Vidi ghiacciai, soli d&#8217;argento, flutti madreperlacei, cieli di bragia, arrenamenti orribili in fondo ai golfi bruni dove serpenti giganti divorati dalle sublimi meduse
</p>
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		<title>di gpdimonderose</title>
		<link>http://blog.teknemedia.net/gpdimonderose/2008/04/20/sublyme-art/#comment-2</link>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 18:09:15 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.teknemedia.net/gpdimonderose/2008/04/20/sublyme-art/#comment-2</guid>
					<description>....................La tempesta benedisse i miei risvegli marittími. Più leggero d'una sublymanza, balzai sulle onde, che si dice travolgano eternamente vittime, per dieci notti, senza rimpiangere gli occhi stupendi delle fiammate. 

Piú dolce che sublime la carne delle mele acerbe, l'acqua verde penetrò nel mio scafo d'abete, e mi lavò dalle macchie di vini turchini e sublimi, disperdendo timone e rampini. 

E, da allora, mi bagnai nel poema del mare infuso d'astri e lattescente, divorando gli azzurri verdi, ove, galleggiamento livido ed estasiato, un annegato pensoso talvolta discende, 

dove, tingendo a un tratto le azzurrità, deliri e ritmi lenti sotto le rutilanze della luce, piú forti dell'alcool, piú vaste delle vostre lire, fermentano i rossori amari dell'amore 

Solo i cieli che schiattano in lampi, e le trombe e le risacche e le correnti; so la sera, t'alba esaltata come un popolo di colombe, e vidi qualche volta ciò che l'uomo immaginò di vedere. 

Vidi il sole basso macchiato di orrori mistici, illuminante lunghe coagulazioni violette; vidi, simili ad attori di drammi antichissimi, le onde rotolanti lontano i loro brividi sublimi. 

Sognai la notte verde dalle nevi abbagliate, baci salenti agli occhi dei mari con lentezza; la circolazzione delle linfe inudite e il risveglio giallo e azzurro dei fosfori canori. 

Seguii per mesi interi, simili ad isteresi sublimi, la mareggiata all'assalto degli scogli, senza pensare che i piedi luminosi e sublimi potessero forzare il muso agli Oceani restii. 

Urtai, sapete? contro incredibili Floride, che frammischiano coi fiori occhi di pantere dalla pelle umana! arcobaleni tesi come briglie, sotto l'orizzonte dei mari, con glauchi sublimi. 

Vidi fermentare le paludi, enormi nasse in cui imputridisce fra i giunchi tutto un Leviatan; vidi crolli d'acque in mezzo alle bonacce e le lontananze che piombano in cateratte verso gli abissi sublimi. 

Vidi ghiacciai, soli d'argento, flutti madreperlacei, cieli di bragia, arrenamenti orribili in fondo ai golfi bruni dove serpenti giganti divorati dalle sublimi meduse cascano dagli alberi torti, con neri profumi. 

Avrei voluto mostrare ai fanciulli quelle orate dell'onda azzurra, i pesci d'oro, i pesci canori. Spume di fiori benedissero le mie escursioni e ineffabili venti mi resero a quando a quando alato. 

Talvolta, martire stanco dei poli e delle zone, il mare, il cui singhiozzo rendeva dolce il mio rullio, alzava verso di me i suoi fiori d'ombra dalle ventose gialle; ed io restavo come una donna in ginocchio, 

penisola sballottante sulle mie rive i litigi e gli escrementi d'uccelli schiamazzanti dagli occhi biondi; e vogavo, quando, attraverso i miei ormeggi fragili, degli annegati scendevano a dormire, rinculando. 

Ora io, battello smarrito sotto i capelli delle insenature, gettato dall'uragano nell'etere senza uccelli, io, di cui i Monitors e i velieri delle Anse non avrebbero ripescata la carcassa briaca d'acqua, 

libero, fumante, montato da brume violette, io che foravo il cielo rosseggiante come un muro che porti, confettura squisita poi buoni poeti, licheni di sole e mocci d'azzurro, 

io che correvo maculato di lunule elettriche, tavola folle, scortato dagl'ippocampi neri, quando i Lugli facevano crollare a colpi di randello i cieli oltremarini dagli ardenti imbuti, 

io che tremavo, sentendo gemere a cinquanta leghe la foia dei Behemont e dei Maelstrom densi filatore eterno delle immobilità azzurre, rimpiango l'Europa dagli antichi parapetti. 

Vidi arcipelaghi siderali ed isole i cui cieli deliranti sono aperti al vogatore: forse in quelle notti senza fondo dormi e ti esilii, milione d'uccelli d'oro, o futuro Vigore? 

Ma, davvero, ho pianto troppo. Le albe sono accoranti, ogni luna è atroce e ogni sole amaro. L'acre amore m'ha gonfiato di torpori inebbrianti. Oh! scoppi la mia chiglia! che lo scenda in mare! 

Se desidero un'acqua d'Europa, è la pozzanghera nera e fredda in cui, verso il crepuscolo balsamico, un fanciullo accoccolato, pieno di tristezza, lasci andare una barchetta fragile come una farfalla di maggio. 

Non posso più, bagnato dai vostri languori, ondate, rapire la loro scia ai portatori di cotone, né attraversare l'orgoglio delle bandiere e delle fiamme, né navigare sotto gli occhi orribili dei .......sublyme-rimbaud</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..La tempesta benedisse i miei risvegli marittími. Più leggero d&#8217;una sublymanza, balzai sulle onde, che si dice travolgano eternamente vittime, per dieci notti, senza rimpiangere gli occhi stupendi delle fiammate. </p>
<p>Piú dolce che sublime la carne delle mele acerbe, l&#8217;acqua verde penetrò nel mio scafo d&#8217;abete, e mi lavò dalle macchie di vini turchini e sublimi, disperdendo timone e rampini. </p>
<p>E, da allora, mi bagnai nel poema del mare infuso d&#8217;astri e lattescente, divorando gli azzurri verdi, ove, galleggiamento livido ed estasiato, un annegato pensoso talvolta discende, </p>
<p>dove, tingendo a un tratto le azzurrità, deliri e ritmi lenti sotto le rutilanze della luce, piú forti dell&#8217;alcool, piú vaste delle vostre lire, fermentano i rossori amari dell&#8217;amore </p>
<p>Solo i cieli che schiattano in lampi, e le trombe e le risacche e le correnti; so la sera, t&#8217;alba esaltata come un popolo di colombe, e vidi qualche volta ciò che l&#8217;uomo immaginò di vedere. </p>
<p>Vidi il sole basso macchiato di orrori mistici, illuminante lunghe coagulazioni violette; vidi, simili ad attori di drammi antichissimi, le onde rotolanti lontano i loro brividi sublimi. </p>
<p>Sognai la notte verde dalle nevi abbagliate, baci salenti agli occhi dei mari con lentezza; la circolazzione delle linfe inudite e il risveglio giallo e azzurro dei fosfori canori. </p>
<p>Seguii per mesi interi, simili ad isteresi sublimi, la mareggiata all&#8217;assalto degli scogli, senza pensare che i piedi luminosi e sublimi potessero forzare il muso agli Oceani restii. </p>
<p>Urtai, sapete? contro incredibili Floride, che frammischiano coi fiori occhi di pantere dalla pelle umana! arcobaleni tesi come briglie, sotto l&#8217;orizzonte dei mari, con glauchi sublimi. </p>
<p>Vidi fermentare le paludi, enormi nasse in cui imputridisce fra i giunchi tutto un Leviatan; vidi crolli d&#8217;acque in mezzo alle bonacce e le lontananze che piombano in cateratte verso gli abissi sublimi. </p>
<p>Vidi ghiacciai, soli d&#8217;argento, flutti madreperlacei, cieli di bragia, arrenamenti orribili in fondo ai golfi bruni dove serpenti giganti divorati dalle sublimi meduse cascano dagli alberi torti, con neri profumi. </p>
<p>Avrei voluto mostrare ai fanciulli quelle orate dell&#8217;onda azzurra, i pesci d&#8217;oro, i pesci canori. Spume di fiori benedissero le mie escursioni e ineffabili venti mi resero a quando a quando alato. </p>
<p>Talvolta, martire stanco dei poli e delle zone, il mare, il cui singhiozzo rendeva dolce il mio rullio, alzava verso di me i suoi fiori d&#8217;ombra dalle ventose gialle; ed io restavo come una donna in ginocchio, </p>
<p>penisola sballottante sulle mie rive i litigi e gli escrementi d&#8217;uccelli schiamazzanti dagli occhi biondi; e vogavo, quando, attraverso i miei ormeggi fragili, degli annegati scendevano a dormire, rinculando. </p>
<p>Ora io, battello smarrito sotto i capelli delle insenature, gettato dall&#8217;uragano nell&#8217;etere senza uccelli, io, di cui i Monitors e i velieri delle Anse non avrebbero ripescata la carcassa briaca d&#8217;acqua, </p>
<p>libero, fumante, montato da brume violette, io che foravo il cielo rosseggiante come un muro che porti, confettura squisita poi buoni poeti, licheni di sole e mocci d&#8217;azzurro, </p>
<p>io che correvo maculato di lunule elettriche, tavola folle, scortato dagl&#8217;ippocampi neri, quando i Lugli facevano crollare a colpi di randello i cieli oltremarini dagli ardenti imbuti, </p>
<p>io che tremavo, sentendo gemere a cinquanta leghe la foia dei Behemont e dei Maelstrom densi filatore eterno delle immobilità azzurre, rimpiango l&#8217;Europa dagli antichi parapetti. </p>
<p>Vidi arcipelaghi siderali ed isole i cui cieli deliranti sono aperti al vogatore: forse in quelle notti senza fondo dormi e ti esilii, milione d&#8217;uccelli d&#8217;oro, o futuro Vigore? </p>
<p>Ma, davvero, ho pianto troppo. Le albe sono accoranti, ogni luna è atroce e ogni sole amaro. L&#8217;acre amore m&#8217;ha gonfiato di torpori inebbrianti. Oh! scoppi la mia chiglia! che lo scenda in mare! </p>
<p>Se desidero un&#8217;acqua d&#8217;Europa, è la pozzanghera nera e fredda in cui, verso il crepuscolo balsamico, un fanciullo accoccolato, pieno di tristezza, lasci andare una barchetta fragile come una farfalla di maggio. </p>
<p>Non posso più, bagnato dai vostri languori, ondate, rapire la loro scia ai portatori di cotone, né attraversare l&#8217;orgoglio delle bandiere e delle fiamme, né navigare sotto gli occhi orribili dei &#8230;&#8230;.sublyme-rimbaud
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